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Vecchio 20 aprile 07, 18:29   #31 (permalink)  Top
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L'avatar di Neodinox
 
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Originalmente inviato da gotosan
E cosa c'entra con un windsurf o con concetto simile? Questa la conosco anche io e sfrutta il principio dell'hovercraft..
a scusa, devo essermi sbagliato, pensavo si stesse parlando di una piattaforma da sollevare da terra di qualche cm e tenercela nel modo + efficiente con turbine o aria, invece l'airboard è tutt'altro
Neodinox non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 20 aprile 07, 19:59   #32 (permalink)  Top
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L'avatar di gotosan
 
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Originalmente inviato da Neodinox
a scusa, devo essermi sbagliato, pensavo si stesse parlando di una piattaforma da sollevare da terra di qualche cm e tenercela nel modo + efficiente con turbine o aria, invece l'airboard è tutt'altro
E scusa di cosa.. figurati..
gotosan non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 20 aprile 07, 20:03   #33 (permalink)  Top
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L'avatar di Neodinox
 
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Originalmente inviato da gotosan
E scusa di cosa.. figurati..
guarda che ti stavo prendendo in giro
Neodinox non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 21 aprile 07, 01:38   #34 (permalink)  Top
Blackdam17
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mah...

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Originalmente inviato da belmattia
Non capisco il tuo atteggiamento anti americano per partito preso....tutti i popoli hanno i loro pregi e i loro difetti....basta semplicemente sfruttare solo i loro pregi e le loro indubbie capacità....- non inoltriamoci in polemiche politiche etiche che non sono di nostro interesse -
Se pensi che dagli aerei che usi oggi per andare in vacanza alla nasa gli usavano 35 anni fa e gli schermi al plasma o a cristalli liquidi 15 anni fa più un'altra miriade di cose arrivano proprio da li forse, non saresti così negativo nei loro confronti.
Pensi che la nasa o cmq qualche genialoide in giro per il mondo non ci abbia già pensato ad un mezzo di trasporto/strumento ginnico a lievitazione?
Se noti in ritorno al futuro c'era già l'idea dello skate a lievitazione e sicuramente già 15 anni fa se non di più qualcuno ci aveva già pensato a realizzarlo ma probabilmente non è riuscito a realizzarlo in modo adeguato pratico,sicuro,economicamente sostenibile e sensato .
Diversamente oggi i nostri figli andrebbero in giro con lo skate a lievitazione evitando di cadere ogni qualvolta si incontri un sassolino sulla strada.
Il mio atteggiamento anti americano era 99% ironia pura, volevo "metterla sul ridere", VABBE...
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Vecchio 21 aprile 07, 03:08   #35 (permalink)  Top
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L'avatar di lesath82
 
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Residenza: profondo sud... ...di Milano!
Messaggi: 1.633
Chiarito che non ci accontentiamo di un hovercraft che sfiora la superficie, ma vogliamo una levitazione di ben 30 cm, torno a dire che non è una cosa fattibile in termini di ragionevolezza. E con ragionevolezza intendo quello che ha magnificamente sintetizzato Riccardo: "voler costruire un windsurf che per muoversi usa il vento ma consuma quanto un jet per sostenersi"! Non avendo limiti di soldi e inutilità si fa questa cosa, a patto di avere anche la squadra di ingegneri necessaria per realizzarla per davvero.
__________________
o
"The ability to destroy a planet is insignificant next to the power of the Force" (Darth Vader)
o
¸,ø¤º°`°º¤ø,¸¸,ø¤º°`°º¤ø,¸¸,
lesath82 non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 21 aprile 07, 13:40   #36 (permalink)  Top
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L'avatar di campuz78
 
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Invia un messaggio via MSN a campuz78
Posso dire la mia?
allora, invece di acciamo si supponga di usare la fibra di carbonio, molto + leggera e resistente, dai 250kg scendiamo 50kg (ipotesi, non so adesso esattamente la riduzione di peso), e invece di pensare di usare motori o spinte meccaniche sfruttiamo la spinta di un campo magnetico, per questo si potrebbe studiare una sorta di induttore alimentato a pannelli solari, la vela a sto punto non una classica di nylon ma rigida, una sorta di ala, per ospitare i pannelli.
Sparata così sembra una cavolata certo, ma senza tirare in ballo il budget penso sia la strada giusta.
P.s.: preciso un'induttore chiuso, di quelli usati nello stampaggio a caldo, con una corrente di un'ampere muove un pezzo di ferro da 13kg............
__________________
shuttle plus v2, kyosho caliber 6,ep concept r (da completare), , futaba fx-18
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Vecchio 21 aprile 07, 15:50   #37 (permalink)  Top
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Originalmente inviato da Derkein
Ti sara' capitato di usare una chiusura velcro andando in gita in montagna, oppure di farti un uovo al tegamino con una padella ricoperta in teflon ...
orbene queste cose sono derivate dal piano spaziale americano (come un sacco di altre ).
OT

Diamo a George, quello che è di ... George !!!

La storia della scoperta del sistema di chiusura hook e loop inizia con George de Mestral mentre passeggia nei boschi. L’ingegnere Svizzero era appassionato di caccia. Una mattina del 1941, tornando per i campi con il suo cane notò quanto era difficoltoso staccare i fiori di cardo alpino dai suoi pantaloni e dal pelo dell’animale. Sorpreso dalla tenacità di questi fiori li rimosse con cautela dai suoi abiti e li osservò al microscopio. Fu allora che scoprì come riuscivano ad aggrapparsi così tenacemente: i fiori erano coperti da centinaia di minuscoli ma robusti uncini capaci di agganciarsi ai tessuti e al pelo degli animali. George de Mestral, inventore di esperienza , capì le potenzialità di questa scoperta e sviluppò questa idea che, dopo molto tempo e lavoro, si sviluppò in un sistema di chiusura rivoluzionario che, con la sua semplicità e resistenza, supera ogni altro sistema esistente.
Composto dalle prime sillabe della parola francese “velour” (asola) e “crochet” (uncino), il marchio VELCRO®, dal 1959, ha dato nome ad una gamma di prodotti che hanno semplificato le operazioni di chiusura e di fissaggio.

Per il Teflon... conoscente la DuPont (ha brevettato anche il Kevlar)???

/OT

__________________
Flavio non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 22 aprile 07, 00:21   #38 (permalink)  Top
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L'avatar di giubilina
 
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Originalmente inviato da gotosan
Secondo me non vi rendete conto del nonsenso della cosa e delle problematiche in contrasto che esistono nel voler costruire un windsurf che per muoversi usa il vento ma consuma quanto un jet per sostenersi...

Credo che non avete preso in considerazione come e perchè si muove una imbarcazione o mezzo a vela...


Un saluto
Riccardo
Gotosan, secondo me hai centrato il problema, quello del non senso di un oggetto che sfrutta la propulsione per la levitazione e che per muoversi sfrutta le correnti naturali, ammesso che questo sia possibile (per i motivi che indico in grassetto).
Derkein, i tuoi conti sono come al solito interessanti, ma penso che poi per muoverlo hai bisogno di un albero tipo luna rossa visto il peso con il solito momento che tende a ribaltare la tavola . Il mio skiff pesa 90 kg e ha sotto gennaker 32 m2 di tela; sono d'accordo che non hai l'attrito dell'acqua ma non hai neppure la possibilità di sfruttare il mezzo per usare una deriva che ti limiti lo scarroccio (*).
Per finire, questa discussione mi sembra quanto mai inutile; chi utilizza la propulsione naturale (vela, deltaplano, aliante ecc.) aborrisce i sistemi di propulsione meccanica o al limite li tollera (vedi motore nell'imbarcazione a vela o traino per l'aliante) come fattore imprescindibile.
giubilina non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 22 aprile 07, 00:25   #39 (permalink)  Top
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L'avatar di leost
 
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Originalmente inviato da Flavio
OT

Diamo a George, quello che è di ... George !!!

La storia della scoperta del sistema di chiusura hook e loop inizia con George de Mestral mentre passeggia nei boschi. L’ingegnere Svizzero era appassionato di caccia. Una mattina del 1941, tornando per i campi con il suo cane notò quanto era difficoltoso staccare i fiori di cardo alpino dai suoi pantaloni e dal pelo dell’animale. Sorpreso dalla tenacità di questi fiori li rimosse con cautela dai suoi abiti e li osservò al microscopio. Fu allora che scoprì come riuscivano ad aggrapparsi così tenacemente: i fiori erano coperti da centinaia di minuscoli ma robusti uncini capaci di agganciarsi ai tessuti e al pelo degli animali. George de Mestral, inventore di esperienza , capì le potenzialità di questa scoperta e sviluppò questa idea che, dopo molto tempo e lavoro, si sviluppò in un sistema di chiusura rivoluzionario che, con la sua semplicità e resistenza, supera ogni altro sistema esistente.
Composto dalle prime sillabe della parola francese “velour” (asola) e “crochet” (uncino), il marchio VELCRO®, dal 1959, ha dato nome ad una gamma di prodotti che hanno semplificato le operazioni di chiusura e di fissaggio.

Per il Teflon... conoscente la DuPont (ha brevettato anche il Kevlar)???

/OT

Appoggio in pieno la precisa e corretta indicazione sulle origini del VELCRO , ma purtroppo la scoperta (anche se casuale) del TEFLON è stata fatta da un americano certo Sig. Plunkett presso il laboratorio DuPont di Jackson (USA) .
leost non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 22 aprile 07, 13:58   #40 (permalink)  Top
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L'avatar di gotosan
 
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Originalmente inviato da giubilina
Gotosan, secondo me hai centrato il problema, quello del non senso di un oggetto che sfrutta la propulsione per la levitazione e che per muoversi sfrutta le correnti naturali, ammesso che questo sia possibile (per i motivi che indico in grassetto).
Derkein, i tuoi conti sono come al solito interessanti, ma penso che poi per muoverlo hai bisogno di un albero tipo luna rossa visto il peso con il solito momento che tende a ribaltare la tavola . Il mio skiff pesa 90 kg e ha sotto gennaker 32 m2 di tela; sono d'accordo che non hai l'attrito dell'acqua ma non hai neppure la possibilità di sfruttare il mezzo per usare una deriva che ti limiti lo scarroccio (*).
Per finire, questa discussione mi sembra quanto mai inutile; chi utilizza la propulsione naturale (vela, deltaplano, aliante ecc.) aborrisce i sistemi di propulsione meccanica o al limite li tollera (vedi motore nell'imbarcazione a vela o traino per l'aliante) come fattore imprescindibile.
Da velista a velista vedo che ci siamo capiti....
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