Citazione:
Originalmente inviato da pappa WOW Milan ....con le cinghie per tenere il ponte quando la sollevavi ?
Mi ricordo il retrotreno del mitico Duetto che mi dicevano essere uguale a quello della Giulia che non ho avuto la fortuna di vedere sotto
Effettivamente la convergenza posteriore è uno dei parametri più importanti "scoperti" dall'automodellismo a fine anni '80 con l'introduzione della plurivincente BMT 891 e poi diventato indispensabile in tutte le categorie .
Ciò non toglie che prima giravamo con la convergenza a zero anche con macchine performanti come le Serpent 4000 e 6000 e tutte ma proprio tutte le vecchie rigide erano fatte in quel modo .
Secondo me paragonare l'esperimento di Pintermauro ad una 1/5 convenzionale non ha senso , la bellezza di questo mezzo è la ricerca che c'è dietro e l'iniziativa personale : vero modellismo allo stato puro , fatto di passione e manualità
Mi ricordo della Motonica P8 quando venne fuori oppure del motore Grossi ......non sempre i parametri che vanno bene per le auto vere sono trasferibili sui nostri amati modellini ....  |
Esatto, con le cinghie , che quando si rompevano te le tiravi dietro come code ...
Con l'albero a camme modificato il motore doveva essere tenuto in coppia, e partire da fermo con il bagnato (e con le gomme di allora michelin X !!!) erano sgommate sicure .
Una volta avviata andava dritta come un treno, ma poi arrivava sempre una curva a rompere le scatole.
Era un continuo controllo gioco valvole, cambio candele, rabbocco olio e bilanciamento di carburatori, non c'era da annoiarsi.
La vendetti quando cambiai lavoro e la macchina mi serviva tutti i giorni !
A Pintemauro consigliatelo bene e sopratutto non illudetelo .
Umberto