Citazione:
Originalmente inviato da luca.masali ok Romolo, crediti accreditati.
Vista la mia precipitosa dipartita dal Cucco, mi son rimaste nella penna le ultime domandine: se ti va di rispondere, visto che la tua intervista sta ricevendo più visite che quella a una bella topa, te le posterei qui:
1. Qual è stata la cosa più difficile nello sviluppo della T.?
2. Qual è la cosa che ti piace di più?
3. Qual è quella che ti piace di meno?
4. Se dovressi definire la T. con una sola parola, quale sarebbe? O in alternativa, se la sintesi è troppo complicata, "dovessi inviare un tweet da 140 caratteri che racconta il succo della Taranis, come lo scriveresti?"
Grazie, al vostro buon Quore. |
1) per opentx (perché alla fine la Taranis è un port di opentx su un hardware differente) la cosa più difficile è stata cercare di fare un insieme di funzioni coerenti e che avessero una logica di programmazione comune, ma lavorando insieme a persone del calibro di Frank Aguerre e cercando di ascoltare e filtrare i suggerimenti/lamentele di tutti non è stato poi così difficile
2) beh "ogni scarraffone è bello a mammate soia..." comunque di opentx la cosa che mi piace di più è la programmazione a mix liberi, sembra complicare la vita ma entrati nella logica è splendida. in pendio usando la radio non il pc ho aggiunto il controllo degli alettoni a mo di flap e diruttori in 2 secondi. Per quello che riguarda l'hw: mi piacciono tantissimo sia gli stick che il display, veramente visibile anche sotto il sole del pendio e la sera al ristorante grazie ad un ottima retroilluminazione.
3) avrei voluto un rotary encoder e qualche trim in più, ma non si può avere tutto.
4) definire la Taranis con una parola: semplicissimo!!!! "la RADIO"
PS: tutto bene a casa ???