[QUOTE=piccoseta;893625]Ciao a tutti,
ho un motore ostico che parte solo quando la batteria della candeletta è appena stata tolta dal caricabatterie. Ho verificato lo stato della batteria (2200 mAh, NiCd): in condizioni perfette, però ho notato che la tensione scende da 1,25 a 0,75 volts quando viene collegata alla candeletta. Ovviamente dopo alcuni minuti (diciamo 15) di uitilizzo della batteria il calo di tensione inizia ad aumentare ulteriormente e l'incandescenza della candeletta si fa via via più fievole.
A questo punto il motore non parte nemmeno a pregarlo in ginocchio.
Fatte le dovute premesse, la mia domanda è:
Posso utilizzare una batteria al Pb 12 Volts da 7 Ah per alimentare la candeletta in modo che la sua incandescenza sia maggiore di quella che si ottiene con una cella NiCd?
il miglior alimentatore per candelette che ho sperimentato è stato quello proposto sulla rivista nuova elettronica già da molti anni. diversamente dai classici power panel che effettuano una regolazione della corrente con il sistema del pwm quello di n.e. funziona con lo stesso principio ma con controllo della tensione in uscita per cui con il potenziometro posso impostare una tensione da 1-2 volt e la corrente dipende solo dal tipo di candeletta usata e può variare entro limiti di 1-4,5A mantenendo sempre costante la tensione in uscita, cosa molto importante per una lunga durata delle candelette, specialmente quelle molto care come quelle dei motori cox. ho visto molti con il power panel bruciare a raffica candelette in quanto si basa solo sull'indicazione dell'amperometro e pretendere di far assorbire 3A ad una candeletta a cui magari ne bastano 2 significa farla bruciare. visto che le candelette funzionano a 1,5 volt in buon alimentatore deve disporre di voltmetro e amperometro il tal caso si può decidere anche di usare una tensione leggermente inferiore, per una maggiore precisione ho tarato il voltmetro in modo di indicare la tensione relmente presente sulla candelina quindi tenendo conto della dispersione del cavo. un altro sistema sempre valido è quello di usare il classico elemento al piombo da 2 volt 5Ah regolando opportunamente la lunghezza del cavo di collegamento si può fare in modo che alla candeletta arrivi una tensione di circa 1,5 volt con piccole variazioni in base al tipo. un altro tipo che ho usato per molti anni e a volte uso ancora è formato da 2 celle al ni-cd in serie da 4 Ah la riduzione di tensione da 2,4 a 1,5 l'ho ottenuta con del filo di ni-cr collegato a un commutatore a 10 posizioni che funziona quindi come un reostato variabile a scatti ma con cui ottengo un'ottima regolazione naturalmente tramite l'indicazione del voltmetro e dell'amperometro . riguardo al tuo problema, puoi risolverlo usando una buona batteria ad esempio la sanyo RC2400 ni-cd oppure la GP da 3700 ni-mh vengono usate per assorbomenti anche di 40 A quindi per 3-4 A la caduta è valutabile in mV sempre che il supporto dove è inserita la batteria non abbia problemi di cattivi contatti. se vuoi usare il sistema delle due celle in serie puoi tenere la batteria a distanza anche di 50-100 cm inoltre in serie al cavo metti un filo di ni-cr di lunghezza tale che alla candelina arrivi solo 1 volt (pochi cm) poi da un lato tramite un filo flessibile e una piccola pinza a coccodrillo che farai scorrere lungo il filo di ni-cr potrai regolare a piacimento caduta di tensione. il filo di ni-cr si può recuperare da vecchie stufette foni ecc. se ai a disposizione quello usato per il taglio del polistirolo puoi usarne 4 pezzi in parallelo chiudendoli in morsa e tramite un trapano attorcigliarli per bene. ciao
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